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Geraci Siculo è.....

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Geraci Siculo è...

Da alcune notizie orali provenienti da varie fonti e da alcuni indizi presenti nel territorio sembra che il nostro Centro sia stato abitato in epoca preistorica e precisamente nel periodo "Eneolitico".

Intorno al 550 a.C., i greci sicilioti si insediarono nelle Madonie e probabilmente il nome di Geraci deriva dal greco "Jerax" (avvoltoio). La città subì la dominazione bizandina e poi normanna. Notizie certe si hanno a partire dall'840, la data che indica la conquista saracena della Sicilia. Da Geraci gli Arabi controllavano i paesi e le valli che dal mare conducevano verso l'interno. Diventò così uno degli avamposti più importanti.

Sotto i normanni venne ceduta da Ruggero I a Serlone suo nipote divenendo Contea (1063). Pervenne dopo alterne vicende ai Ventimiglia (1252) e divenne capitale della Contea giungendo ad amministrare la giustizia e a coniare monete proprie (secoli XIII - XVII). Uno stato nello stato. Nel 1438 Geraci divenne Marchesato.

Oggi è un Comune della Provincia di Palermo da cui dista 120 Km. circa. Passa da Geraci la strada SS 286 che unisce la SS 113 (litoranea PA-ME) con la SS 120 (PA-CT). E’ pertanto raggiungibile sia dalla costa che dall’entroterra. Si trova ad appena 37 Km. dal mare (Stazione Ferroviaria di Castelbuono) e a 50 Km. da Cefalù. Vicinissimo alla stazione sciistica di Piano Battaglia, è un posto ideale per abbinare il turismo mare-monti.

Salendo da Castelbuono, dopo aver attraversato il bosco Sugheri in località affacciata appare una immagine pittoresca di un “grumo di case” dominate dalle guglie dei ruderi del Castello.Il Castello, ai visitatori che giungono dall’altro lato della SS 286 al Km. 39, appare in tutta la sua maestosità, poggiato con forza sull’antica e famosa “Rocca” che fu dei Bizantini, degli Arabi, ed infine dei Ventimiglia.

Il Paese appollaiato sulla schiena rocciosa di un colle , ha una struttura urbanistica in cui è tutt’ora evidente l’impronta medievale con strade strette e tortuose che si allargano ora in “vicoli” ora in “cortili”, veri e propri sottopassaggi che richiamano l’architettura araba. Oggi la maggior parte delle “viuzze” sono transitabili con autoveicoli.

Il centro del Paese è Piazza del Popolo, un magnifico slargo rettangolare in cui da un lato si trova la Madrice fiancheggiata dalla Casa canonica, e sul lato opposto dal Collegio di Maria che rappresenta il vero e proprio “salotto” della cittadina, luogo privilegiato di incontri tra gli abitanti specie d’estate.

Un’altra Piazza ancora più grande è quella di S. Antonino nei pressi della Torre di Engelmaro.

Da visitare il Bevaio della SS. Trinità; Il castello dei Ventimiglia in stile greco bizantino e la Cappella Palatina, la Chiesa di S. Giacomo ( Protettore di Geraci ), la Chiesa di S. Maria Maggiore in stile tardo medievale (sec. XIV). Nella cripta è custodito il "tesoro" d'arte sacra, in parte dono dei Ventimiglia. All'interno opere del Gagini, la Chiesa di S.Stefano a croce greca, la Chiesa del Collegio di Maria del XVIII secolo, la Chiesa di S. Giuliano (prima parrocchia del paese), la Chiesa di S.Maria La Porta del XV secolo, custodisce opere del Gagini, di Antonio Vanella e Giuliano Mancino, il Crocifisso ligneo del XVII secolo attribuito alla scuola di frate Umile Pintorno ect., la Chiesa di S. Bartolo (Patrono di Geraci), il Convento dei Padri Cappuccini del 1689.

Il Paese alto 1077 metri s.l.m. guarda a Ovest il Monte Catarinesci, il Pizzo Argentieri (fiancheggiato dal Pizzo Dalla, dal monte Cixè e dal monte Spataria) che costituiscono insieme la montagna di Geraci, luogo destinato al pascolo brado.

A Nord guarda il Tirreno e nei giorni di cielo terso si possono ammirare le isole Eolie. A Est guarda S. Mauro Castelverde, Pollina e Mongibello (Etna) che fino a tutto Maggio mostra la sua cima innevata e spesso il pennacchio di fumo. A Sud-Est si intravedono le case più alte di Geraci. Ai piedi del Paese si osservano le vallate di Pianistrello, Zafferano, Pantano e Muricello. La popolazione attiva è occupata prevalentemente nel settore primario (agricoltura-pastorizia). Le uniche industrie presenti sono: l’edilizia abitativa e lavori pubblici abbinati ad alcune figure artigiane (fabbri, falegnami, lavoratori della pietra etc.) e lo stabilimento per l’imbottigliamento delle sorgenti di acque oligominerali. Una buona parte è occupata nel terziario (Pubblica Amministrazione, Commercio e Trasporto).

Circa un terzo della popolazione è costituita da pensionati e da giovani in cerca di un futuro migliore che potranno costruire attraverso lo sviluppo turistico del nostro Paese.

La Gastronomia è semplice e genuina. Non mancano i piatti caratteristici. Fra gli antipasti segnaliamo le olive bianche "schiacciate" e condite con olio, aglio e menta. Buonissimi i pomodori fatti essiccare al sole da mangiare preferibilmente con cubetti di pecorino stagionato arrostito sulla brace e i sottaceti assieme al formaggio a portafoglio (pecorino di 1° sale ripieno di acciuga salata alla brace). Per quanto riguarda i primi piatti, antichissimi sono i "maccarruna" di casa (pasta fresca fatta a mo di grossi bucatini) conditi con ragù di castrato.

Un secondo piatto tipico sono "i costi di crastagneddu" (costole di castrato) e la salsiccia di maiale anch'essa arrostita alla brace. I vini locali genuini e gradevoli sono prevalentemente rosè ottenuti da uve di diverse varietà.

PRODUZIONE: I prodotti dell’agricoltura sono: grano, orzo, avena, fave, ceci, lenticchie, piselli, foraggi (sulla e veccia), ortaggi (fagioli, pomodoro, lattughe etc.) vino , olio e frutta. Il territorio di Geraci ha una altitudine rilevante per cui non è possibile effettuare una agricoltura intensiva.

PRODOTTI DEL BOSCO: Funghi, asparagi, castagne, mandorle etc.

ALLEVAMENTO: Gli animali presenti nel territorio di Geraci: Capre, pecore, bovini, equini, suini etc., che forniscono ancora come da secoli carni, formaggi, ricotte, caciocavallo etc.

ARTIGIANATO: Prodotti del legno: attrezzi agricoli (scale, botti, porte, strumenti di lavoro etc.); Prodotti del ferro: (lavori in ferro battuto e per l’edilizia); Ricami: (tovaglie, lenzuola, etc.). Lavori a maglia, all’uncinetto etc.

CUCINA: Ottima e genuina.

DOLCI TIPICI: Cassata, vuccunetta, serafineddi, agnelli pasquali, biscotti, Savoiarde etc.

Foto di alcuni angoli di Geraci Siculo

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Marzo 2012 20:49 )  
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